Il triplice riscaldatore e le metafore della MTC

 

Le metafore in MTC: il triplice riscaldatore

La Medicina Tradizionale Cinese si avvale di  millenni di osservazione dei processi naturali allo scopo di comprendere quelli umani. I medici “eremiti” passavano il tempo a studiare i meccanismi dell’universo per trarne concetti generici utili che poi rinchiudevano in perle di saggezza da trasmettere ai medici imperiali. Per farlo usavano il linguaggio corrente, servendosi di metafore e ideogrammi fruibili all’epoca. Rappresentavano il concetto di Qi come il vapore che emana dal riso in cottura, il cuore come una ciotola che accoglie ma che si svuota sempre… Cosí si esprimevano, anche la loro scrittura era ed è ancora una rappresentazione per metafore. Non erano almanacchi, indicazioni dettagliate e precise, erano esempi, allegorie.

Chi studia MTC oggi deve fare i conti con il fatto che le metafore sono diventate anacronistiche, e al tempo stesso con il fatto che sono uno strumento egregio per scegliere quale punto trattare, che si usino aghi, pollici, moxa etc.

I nuovi operatori olistici e relative scuole si ritrovano a dover interpretare queste metafore con un bagaglio culturale moderno, con conoscenze aggiunte di anatomia e fisiologia e senza la forma mentis taoista. Con a disposizione parole nuove che descrivono concetti altrettanto nuovi e che in quelli antichi trovano le radici.

Oggi si trovano ai poli opposti, chi ritiene che bisogni studiare i meridiani con i nomi originali e comprendere la cultura antica per potere applicare i loro insegnamenti, e chi ritiene che lo strumento delle allegorie taoiste possa essere utilizzato alla luce delle nuove conoscenze e con l’ausilio delle terminologie correnti.

Un esempio il Triplice Riscaldatore. I cinesi lo rappresentavano in maniera molto simile 71KRY9cIDOL._SX355_allo strumento che usavano per cucinare, il Mushiki.

Sopra ad una pentola in cui si mette l’acqua a bollire, si posizionano due cestelli di bambù separati da una superficie forata che lascia passare il vapore e le gocce di acqua condensata di ritorno, in questi due cestelli si mette a cuocere il cibo. L’acqua nella pentola del fondo, finché il fuoco è acceso, diventa vapore puro e sale su attivando le trasformazioni della cottura, arrivata al coperchio, si condensa e gocciola giù “sporcandosi” dei succhi e del grasso degli alimenti mentre ritorna nella bacinella, dove  si scalda di nuovo prima di diventare nuovamente vapore puro, lasciando i residui sul fondo. E il ciclo si ripete finché abbiamo finito di cucinare, dopo di che gettiamo l’acqua torbida del fondo.

Secondo alcuni il concetto di Triplice Riscaldatore potrebbe semplicemente spiegare il sistema di CIRCOLAZIONE del Qi con la METAFORA della cottura del CIBO a vapore. Per loro i taoisti intendevano semplicemente rappresentare un sistema composto da tre cavità, separate e protette da altrettante membrane e divise in tre livelli. Nel livello superiore lo Yang arriva al massimo e inizia il suo processo di contrazione, nel livello medio avvengono le trasformazioni, c’è sia il fuoco che l’acqua, la fase Yin e la fase Yang, nel livello inferiore c’è l’acqua che risale pura grazie al fuoco della vita e torna impura per essere purificata nuovamente.

Queste membrane oggi hanno un nome, la pleura, il pericardio e il peritoneo, sono membrane sierose che permettono agli organi interni di muoversi, dilatarsi e contrarsi in libertà e sicurezza. Non sono direttamente responsabili della produzione dell’energia né del loro funzionamento, ma ne sono una parte funzionale e il Qi che vi scorre è piuttosto un fluido che “energia”. Questo fluido è prodotto in continuazione e poi viene riassorbito, fa da lubrificante e permette il “fluire” delle informazioni. Queste membrane sono collegate con il sistema linfatico e quando qualcosa non funziona potrebbero verificarsi problemi nel flusso delle scorie prodotte dalle cellule, del sangue o delle trasmissioni nervose.

Alcuni parlano del Triplice Riscaldatore come di un viscere tanto Yang da non avere una forma fisica, ma che ciò nonostante abbia moltissime funzioni. Fa da attivatore e distributore della Yuan Qi, il Qi ancestrale, il Jing dei reni. È la via delle acque e governa tutto il Qi dell’organismo. È connesso con Rene, con Mastro del Cuore e Polmone e con tutti gli altri secondo la divisione tra Riscaldatore Superiore, Medio e Inferiore. Queste aree sono divise da barriere di Qi che si incontrano e dialogano con ogni singolo meridiano ordinario, e che per questo motivo governano tutto il Qi dell’organismo.

Entrambe le interpretazioni alla fine portano a conclusioni identiche, attraverso una modalità diversa, ma i punti da trattare alla fine sono gli stessi. Un concetto di base del taoismo, che è quello della indispensabile complementarietà degli opposti, tanto per dirlo con parole moderne, potrebbe salvare tutti. Alla fin fine un approccio olistico deve cercare di abbracciare il tutto, o quanto più possibile almeno,  servendosi di concetti puri, neutri, generici da applicare al presente. Chi crede che la saggezza vera assomigli di più all’ingenuità e chi alla complessità meccanicistica. Chi trova la purezza del contenuto  nella semplicità, chi lo analizza, per distillarlo, per trovarne le essenze.

I nostri antichi dicevano “in medio stat virtus”.

Oggi conosciamo parole come entanglement, energia, antimateria. Sappiamo che esiste il sistema linfatico e le sue funzioni, i neuroni, i virus, i batteri, le mastectomie, il DNA, la psicosomatica, l’atomo, le stringhe. Queste parole possiamo usarle o continuare a parlare di Qi, di cielo anteriore, di energie perverse e Gui, non cambia nulla, solo la modalità di espressione. Ognuno, tra tutte le vie di mezzo, trova quella che calza, basta capirsi, e soprattutto andare avanti.

I grandi classici Nei Jing, So Wen o il Ling Shu si basano su un sistema di comunicazione basato sulle metafore, quindi vanno letti ed interpretati ma non travisati e per questo serve umiltà a pazienza nell’apprendere, meditare e fare proprie le informazioni in essi contenute.

 

Namashimò

GG

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