Un ago su mastro del cuore


Cosa è per la medicina cinese la sofferenza? Certo uno squilibrio. E quando è l’anima a soffrire dove sta questo squilibrio energetico? Tra mente e cuore, nel mastro del cuore, in quell’infaticabile ministro che allinea i capricci dell’imperatore alla regola della mente, prima di diffondere la gioia misurata alle periferie dell’anima?

Secondo la Medicina Cinese un evento (“evento” o “energia perversa” o “sentimento” chiamato Kong) ha “paralizzato” la circolazione degli Shen.

Il mastro del cuore ha la funzione di portare i voleri dell’imperatore XIN “cuore” nelle province, nei distretti… Nell’ambito dello psichismo serve a trasferire lo Shen agli altri Zang in modo che lo Shen “prendendone la forma” “realizzi” lo psichismo dell’organo.

Questo canale va in piena quando ha tanto lavoro da fare, quando le discordanze non trovano soluzione, quando l’azione di plasmare la propria vita diventa impossibile, quando tra il cuore e le mani c’è un filtro. Filtro che chissà serva a salvare, proteggere, rimandare, non lasciar passare l’editto del cuore per paura di far male o paura di volare o perché non c’è il recipiente che possa goderne.

Lo shiatsu da una mano egregia quando il cuore è in affanno, quando il pensiero o i sentimenti affiorano a livello fisico, provocando dolore vero, senso di oppressione, ansie, attacchi di panico, malattie.

La medicina tradizionale cinese, ha classificato bene il lavoro degli Shen, gli spiriti che ci animano, ha misurato il circuito che l’energia che alimentano percorre, ne ha osservato l’impatto e ha trovato la maniera di intervenire.

Un meridiano in piena energetica in altri casi si può sedare, nel caso del ministro dei ministri non basta, sarebbe come voler smaltire tutto il traffico con un solo vigile. Non basterà che agiti le braccia e intimi il “circolare!” Bisogna lasciar fluire, riorganizzare il traffico, ripristinare le strade.

Sarebbe facile disostruire il canale, semplicemente usando il punto xi, pc4, e avere le cose fatte, ma è sorprendente quanto un canale possa rigonfiarsi immediatamente se il flusso non è cambiato alla fonte. La fonte in questo caso sono le discordanze tra psiche e anima, tra mente e shen, tra la realtà che si manifesta e quella che si vorrebbe.

aghi-a-dimora-doppio-cerottoUna agopulce sul mastro del cuore, precisamente su pc7, può fare molto, non tanto perché aiuta il meridiano a tenersi meno pieno, ma perché aiuta la mente a trovare indizi, aiuta a riconoscere quali pensieri fanno più male in quel momento. Pc7 o meglio “la grande collina” si usa per le malattie mentali e per i disturbi dello stato della coscienza ed altro, perchè attira l’energia Yuan sul Ministro del cuore. E una punta su pc7 ti fa scoprire all’istante quali sono i nodi che non ce la fanno a passare, che si strozzano nel canale energetico e non arrivano a divenire evento, flusso, creatività.

I pensieri che non vanno d’accordo con i sentimenti fanno un male cane lì, non passano bene, trovano censura.

Qualunque sia il trigger, il motivo che scatena un disequilibrio, va sciolto, va preso e compreso, ma prima di tutto va individuato e questo è molto difficile ed a volte impossibile. D’altronde se un emozione è andata in conflitto con la mente,  o la mente non l’ha nemmeno riconosciuta, è difficile che sia la mente da sola a riuscire a riconoscerla e risolvere il problema. Ecco dove la chiave psico-somatica dello shiatsu entra in gioco e lo fa in maniera trionfale.

Una punta nel soma lo connette alla psiche, il dolore diventa non più solo un campanello di allarme ma una connotazione qualitativa, un colore che possiamo associare ad un pensiero, o meglio ad una categoria di pensieri.

Leonard Cohen diceva “there is a crack, a crack in everything, that’s how the light gets in“, e Alfredo Vestrini in una sua bellissima poesia dice “grazie di avermi spezzato il cuore, finalmente la luce riesce ad entrare”.

Se il tuo essere incontra un dolore, ne faccia virtù, ne tragga insegnamento e quando avrai sciolto le trame e compreso il pomo della discordia, sarai libero, magari con una bellissima cicatrice sul volto dell’anima.

Giovanni Guarini

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