Fisiologia occidentale e visione energetica, il terreno comune esiste eccome!


È possibile interpretare i fenomeni fisiologici utilizzando gli schemi della medicina energetica orientale senza contraddire le nozioni dell’anatomia occidentale? La risposta è sì, si può e si dovrebbe. Se è vero che l’interpretazione taoista dell’universo si adatta a tutte le dimensioni compresa quella corporea, la visione tradizionale cinese non dovrebbe entrare in contraddizione con la visione accademica occidentale. Se questo accade, o una delle due è sbagliata, oppure manca un link, una connessione.

Il modello taoista

Possiamo affermare con certezza che tutte le medicine orientali siano figlie della filosofia taoista, dalla medicina ayurvedica indiana alla riflessologia vietnamita, fino alle pseudo-filosofie dei new agers, dei figli della luce e dei rabdomanti della vibrazione dell’universo.

Facciamo un salto indietro di  qualche migliaio di  anni, quando in oriente c’erano 4 categorie di medici, al primo gradino c’era il medico di “famiglia” che aveva imparato le tecniche di benessere dai medici “insegnanti”, i quali si giovavano degli insegnamenti dei medici “imperiali”. Questi ultimi, il top della classe medica che curava gli imperatori e le loro famiglie, periodicamente si aggiornavano frequentando gli eremiti taoisti, quelli che si erano isolati dal mondo per poterne capire le leggi.

L’eremita taoista non aveva a disposizione strumenti chirurgici o microscopi e per comprendere le dinamiche del corpo umano osservava i fenomeni naturali e ne imparava i modelli di funzionamento, forte della consapevolezza che quei modelli funzionassero quasi sempre, per tutto. L’insegnamento di questi modelli avveniva attraverso metafore semplici, ma dal significato complesso come quella dei cinque elementi, che ben si applicavano come modello sia alla terra, che alla vita ed i suoi eventi. Ed al funzionamento del corpo degli esseri viventi.

Fondamentalmente questi modelli erano ben pochi ma si adattavano a tutto, data una interpretazione corretta e soprattutto funzionale. I libri classici che sono alla base della medicina tradizionale cinese sono piuttosto sottili, contengono poche indicazioni plurivoche, e avevano bisogno di essere spiegati da un maestro per essere compresi, per questo le discipline che li adottavano erano chiamate esoteriche (Dal greco esōterikós ‘interno’, cioè riservato agli “iniziati”, alla cerchia ristretta degli studenti ammessi ad imparare da un maestro).

I classici taoisti non sono libri che basta leggere per comprendere, sebbene usino un linguaggio semplice, i loro concetti, spiegati con l’uso di metafore, hanno bisogno di essere spiegati, meditati e metabolizzati, prima di essere compresi.

Le metafore taoiste

Le metafore (processo linguistico espressivo, e figura della retorica tradizionale, basato su una similitudine sottintesa, ossia su un rapporto analogico, per cui un vocabolo o una locuzione sono usati per esprimere un concetto diverso da quello che normalmente esprimono. ~Treccani) sono “storielle” che servono a dipingere un concetto astratto. Il fuoco dei cinque elementi non significa (solo) fiamma, il triplice riscaldatore non esiste ma ha una funzione energetica importantissima, una metafora le cui funzioni sono spiegate da altre metafore.

Le metafore, però, usano concetti e archetipi correnti, immagini mentali che fanno parte del tempo nel quale una metafora si spiega. 2-3000 anni fa, il legno, il fuoco, il metallo e l’acqua erano elementi comprensibili e disponibili per essere usati per spiegare e raggruppare concetti affini. Oggi il significato di questi elementi non è cambiato, ma abbiamo a disposizione un numero maggiore di parole che possano suggerire concetti sottili, oggi conosciamo la cellula, l’atomo, l’antimateria. Oggi conosciamo i concetti associati a parole tipo: hardware, software, internet, frequenze elettromagnetiche, psicologia.

La medicina tradizionale cinese oggi

Se volessimo rinchiudere tutta la filosofia della MTC in un piccolo “Bignami” potremmo ridurla a poche metafore essenziali, o meglio, a pochi modelli di pensiero.

-La trasformazione dello Yin e dello Yang (e i Tre Tesori)

-I cinque elementi (o movimenti)

-I sei livelli energetici

Questi modelli di pensiero permettono ad uno specialista di MTC di fare una ‘diagnosi’ ed organizzare una strategia terapeutica. Quello più difficile da comprendere tra questi è quello dei 6 livelli energetici, paradigma essenziale per localizzare uno squilibrio, per avere una misura del livello di penetrazione di una malattia, per capire se siamo di fronte ad un raffreddore dovuto ad un fattore esterno che cerca di penetrare o se lo squilibrio ha già colpito un organo. Oppure, visto che siamo nel 2000 e rotti, se è penetrato nella cellula e sta smanettando con il nostro DNA…

L’anatomia e la fisiologia occidentale

La nostra scienza non contraddice le filosofie energetiche antiche, semplicemente migliaia di anni fa le cose si dovevano spiegare con un linguaggio appropriato a quel tempo e ora bisogna fare altrettanto. Non c’è motivo né guadagno a rimanere esoterici. Ci siamo evoluti.

Il cervello e i suoi processi mentali, per esempio, sono un concetto relativamente moderno, la psicologia è materia studiata negli ultimi 2-300 anni, fino al 1500 non esisteva né la parola né il concetto. Prima che l’umanista dalmata Marco Marulo usasse la parola psicologia (1511~1520) tutti i processi che oggi chiamiamo “psicologici” erano affibbiati allo spirito, all’anima. Nel caso dei nostri medici cinesi erano dominio dello psichismo (parola moderna) di un sistema organo-meridiano. Il pensiero riflessivo era dello spirito della milza, quello creativo del fegato, le abitudini erano del polmone e le intuizioni del cuore, la volontà dei reni.

Oggi questi organi e visceri sono visti come sistemi funzionali, certamente correlati e interdipendenti, ma non corredati di spirito o psichismo. Almeno finché non abbiamo scoperto che i nostri neuroni sono sparsi qui e lì  specialmente attorno allo stomaco e l’intestino…

La difficile corrispondenza

Trovare un punto di unione tra il pensiero occidentale e quello orientale non è facilissimo, ma si può fare. La parte più difficile è il fatto che i concetti utili a fare questa connessione, siano appunto quelli più difficili da comprendere.

Ma partiamo dalle cose semplici: il Qi o Ki, quello che finora abbiamo tradotto malamente con il termine “energia”.

Cos’è il Qi

Osservando l’ideogramma della parola Qi, vediamo che parla di “ciò che ci fa stare in vita”. Una traduzione più corretta potrebbe essere quella di “soffi vitali”. Il sangue, la linfa e l’energia (elettrica) che alimenta il sistema nervoso sono Qi, il loro movimento è Qi.

I meridiani

Il Qi attraverso i meridiani scorre in tutto il corpo portando vita, e fin qui nulla di strano dal punto di vista del linguaggio accademico occidentale. A parte il concetto di meridiani…

In realtà qualche anno fa si è molto parlato del fatto che gli scienziati attraverso speciali strumenti di rilevazione avessero finalmente trovato questi meridiani, ma la notizia è purtroppo una bufala, perlomeno messa in questa maniera. La verità è che i punti di agopuntura si possono rilevare con un semplice tester da elettricisti, che costa pochi euro. Per cui verificare l’esistenza dei punti è alla portata di tutti.

I meridiani che collegano questi punti invece… Questi sono paragonabili alle costellazioni che sono state inventate dagli esseri umani per agevolare l’orientamento dei marinai guardando la sfera celeste. Leggi La mappa dei meridiani e la volta celeste hanno in comune tsubo e stelle.

Ma questi punti cosa sono? Un’interpretazione buona può essere quella che descrive i punti (tsubo) come degli spazi vuoti tra il sistema circolatorio, linfatico e nervoso. Dei veri e propri oblò sulla circolazione energetica, che permettono di osservarla ma anche di interagire con essa.

Il motivo per cui toccando un punto si ottenga una certa risposta, probabilmente va ricercato nell’esperienza empirica piuttosto che in una spiegazione logica.

I cinque elementi

O meglio i cinque movimenti, perché Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua sono delle fasi momentanee, ognuna proviene da quella precedente e diviene quella successiva.

Il modello dei cinque movimenti descrive i cicli vitali di tutto, dagli esseri viventi agli avvenimenti, dal semplice potenziale alla manifestazione dell’evento, fino al suo esaurimento e alle conseguenze che porta. Una pianta parte dal seme (potenziale) che grazie alla concomitanza di vari eventi germoglia (diviene), cresce fino a diventare pianta (evento), che porta i suoi frutti (conseguenze) da cui si possono raccogliere altri semi per dar vita ad un nuovo ciclo simile.

Il fuoco, non nasce fuoco. Parte da un elemento combustibile come un pezzo di legno (potenziale-metallo) che incontra le giuste condizioni (sincronia-acqua) come la presenza di ossigeno e di una scintilla, grazie alle quali si incendia (inizio dell’evento-legno), brucia (evento-fuoco), poi diviene carbone (fine dell’evento-terra) e infine cenere (conseguenze-metallo). Ora dalla cenere sarà molto difficile far ripartire lo stesso ciclo della fiamma, ma quei minerali contenuti nella cenere (calcio, potassio, fosforo…) possono servire a nutrire una pianta che un giorno diventerà albero che crescerà seguendo le 5 fasi e che alla fine del suo ciclo potrebbe produrre legna da ardere o altro.

Ogni organo e il suo compare viscere appartengono alla loggia di una delle cinque fasi e ne rispecchiano le peculiarità nel modo in cui processano la vita, il pensiero, gli alimenti, le emozioni, le relazioni eccetera. Una volta comprese bene queste figure, si può interpretare quelle che la medicina accademica chiama sindromi, in maniera differente, energetica, sottile, subatomica, spirituale, che si voglia dire.

I cinque elementi non vanno a contraddire nulla della fisiologia accademica occidentale, sono dei semplici modelli per interpretare tutto, funzionano e soprattutto sono utili per orientare il terapeuta verso la scelta dei punti giusti da trattare. Stessa sorte per le teorie dello yin/yang e dei tre tesori.

Yin e Yang

Il potenziale e l’evento, dove il primo diviene il secondo c’è vita, e finché l’evento genererà altro potenziale e questo continuerà a trovare le condizioni per divenire evento, continuerà ad esserci vita. Tutto quello che esiste, può esistere se c’è l’alternanza tra queste due fasi, se c’è contrazione e poi espansione. La luce, i suoni, la vita vegetale ed animale, il cosmo non esisterebbero senza questa alternanza.

Questa pulsazione è di così fondamentale importanza che regge l’intero universo, è la base di tutto, di qualunque modello di pensiero.

È il nostro codice binario.

Non esiste la qualità yin o yang da sola, non potrò mai dire che qualcosa è assolutamente yin o yang, potrò semmai affermare che una cosa è più o meno yin o yang rispetto ad un’altra.

Un seme è yang rispetto alla pianta che lo ha generato, essendone il frutto, ma è yin rispetto alla pianta che genererà, rappresentandone solo il potenziale.

Lo yang rappresenta la fase di espansione, l’evento che si manifesta, il potenziale che diviene vita. E’ caldo, luminoso, è spinto da forza centrifuga, va verso l’esterno, verso il cielo, come lo spirito.


Lo yin descrive la fase di concentrazione, il potenziale che aspetta di divenire. E’ denso, freddo, in ombra, va verso l’interno, verso la profondità della terra.

nota: nella visione macrobiotica si descrive lo yin e lo yang apparentemente in maniera opposta, per comprendere il motivo guarda l’intervista alla bravissima dott.ssa Borelli, specialista di alimentazione energetica.

I tre tesori

Le risorse fondamentali, tanto importanti che le chiamiamo tesori, per la medicina energetica sono 3. Il jing, il qi e lo shen. Il potenziale, l’energia, lo spirito.

Tradurre il termine Qi con energia sottile, potrebbe avvicinarci ad un significato simile a quello inteso originariamente. Qi vuol dire energia, ma vuol dire anche sangue, e anche la vitalità della circolazione del sangue, vuol dire ossigeno ma anche adenosintrifosfato, insomma il termine Qi indica i soffi vitali, tutto quello che porta vita.

Il Jing corrisponde al nostro pool genetico ed all’energia potenziale che esso contiene, prima che la esprima sotto forma di Qi. Nasciamo con un certo Jing (genotipo) che si esprimerà in maniera unica (fenotipo) a seconda dell’ambiente in cui ci sviluppiamo e delle condizioni in cui viviamo.

Lo Shen, come abbiamo visto è una sorta di spirito, una forza eterea che ci spinge, ci ispira, ci orienta. È quell’energia che fa battere il cuore, che ci dà vita e che proviene dal mondo non manifesto. Il feto ha una circolazione sanguigna passiva finché è collegato alla madre, fino al momento della nascita, quando il suo cuore inizia a battere autonomamente per opera delle contrazioni dovute alle scariche elettriche che i nodi seno-atriale ed atrio-ventricolare si scambiano alternatamente dal primo fino all’ultimo respiro. La cosa molto interessante dal punto di vista energetico è che il nodo atrioventricolare viene stimolato dalla depolarizzazione del nodo senoatriale, una scossetta elettrica che permette la contrazione del miocardio e il funzionamento della pompa cuore. Ma la prima scossa, quella che parte dal nodo senoatriale la prima volta che un cuore batte al momento della nascita, quella scossa arriva dal nulla! Infatti mentre il nodo atrioventricolare è connesso al sistema circolatorio e nervoso, il nodo senoatriale non ha alcun collegamento che induca lo stimolo, semplicemente al momento della nascita emette la prima scossa e così comincia a battere il cuore. Da dove arrivi questo impulso non è noto alla medicina accademica occidentale. Per i taoisti viene dal “cielo anteriore”, quel mondo non manifesto nel quale siamo puro potenziale prima di venire al mondo.

Al momento della nascita lo Shen, ricco di mistero e vita, si incarna, e incarnandosi si rifrange in più spiriti: Shen, Po, Yi, Zhi e Hun. 

Lo shen e gli psichismi

Se traduciamo la parola Shen con Spirito o anima, non dovremmo incontrare nessuna difficoltà a compararlo con le rispettive figure occidentali. Ma quando parliamo di psichismo di un organo il concetto risulta a noi nuovo. Forse però potremmo comprenderlo facilmente usando dei termini correnti, per esempio potremmo dire: se un organo è l’hardware, la parte fisica del nostro computer, il suo psichismo è il software, quella intelligenza che permette ad un chip di fare il lavoro per cui è stato creato.

l pensiero e le emozioni per la medicina energetica circolano per tutti gli organi, influenzandone il funzionamento. Ma anche l’organo a sua volta influenza il pensiero e le emozioni, processandole. Ogni organo ha il suo psichismo, una via di mezzo tra un cervello ed un cuore (inteso come parte che gestisce le emozioni), che caratterizza lo shen, lo spirito che abita quell’organo.

Yi, lo shen della milza processa i pensieri logici, quelli razionali. Soppesa, misura, analizza e decreta un’opinione.

Po, lo shen del polmone possiede la memoria storica e processa i pensieri e le emozioni in maniera che aderiscano ai parametri soliti, quelli acquisiti. Le abitudini, le credenze, i rituali. Dá una direzione alla mente, tiene la rotta, mantiene gli standard, è duro a cambiare.

Zhi, lo shen del rene imprime al pensiero l’impeto a realizzare, quella cosa astratta che chiamiamo volontà.

Hun, lo shen del fegato processa il pensiero creativo e più degli altri processa tutte le emozioni. L’artista del gruppo, processa anche tutte le sostanze chimiche che passa il sangue.

Shen, lo shen del cuore imprime al pensiero l’influenza della parte non manifesta, il subconscio, dio, l’ispirazione, la coscienza globale.

Il pensiero coinvolge tutti e 5 gli organi e gli shen insieme, in gruppo analizzano e sintetizzano, valutano e decretano. Il pensiero e le emozioni passano per le mani di tutti gli organi, lasciano il loro impatto ed escono rielaborati.

nota: i modelli di pensiero classici considerano ben più di 5 shen, ma il sotto-modello che stiamo prendendo in esame si presta bene in questo contesto.

Bonus: I Gui

La medicina cinese classica, contemplava l’esistenza di queste entità, che potevano entrare nel corpo di un individuo e alterare la sua vitalità fino a farlo ammalare o morire. Quello che oggi chiamiamo depressione per i cinesi antichi(ssimi) era opera di uno spirito che era penetrato nell’essere e ne aveva preso il controllo. Quando Mao Tse-tung seppellì la medicina classica a favore di quella moderna occidentale, salvo poi cercare di recuperarla pochi catastrofici anni più tardi, bollò queste teorie come “superstizioni” ed al ritorno della medicina tradizionale (non più classica) cinese esse non vi rientrarono.

Ad oggi quello che una volta veniva attribuito all’invasione di un Gui, viene magari definito come un forte blocco energetico, spesso molto difficile da risolvere. Un tempo esistevano tecniche di agopuntura che “risvegliavano i sette dragoni” che combattevano i Gui, e con queste si curavano depressioni gravi e altre strane sindromi. Oggi pochissime scuole prendono in considerazione questi protocolli perché l’idea di una possessione demoniaca pare ai più una cosa ridicola, e quei pochi che ancora vi credono è probabile che si rivolgano ad un esorcista piuttosto che ad un agopuntore.

Ma se proviamo a leggere alcuni fenomeni in una chiave differente le cose potrebbero tornare ad avere un senso. Come suggerisce Jeffrey Yuen “…io credo nel demonio, ma non come ad uno spirito che ti invade… quando l’uomo smette di scegliere, di prendere decisioni… è allora che invita un ‘demone’ a conquistarlo”.

Un trauma, un vizio, un atteggiamento passivo, possono distruggere la vita di una persona nel tempo, ma solo quando questa si è arresa, quando non sceglie più. Questo è un concetto familiare per noi occidentali. Un trauma, può generare sentimenti ossessivi, che ci fanno ammalare, e questo è un concetto che la medicina tradizionale cinese comprende. Per loro infatti i “sette sentimenti” sono la causa di mille malattie. Anche la gioia se portata all’eccesso danneggia il cuore per i cinesi. La paura danneggia i reni, la rabbia danneggia il fegato, il pensiero ossessivo danneggia la milza.

Anche noi occidentali abbiamo attribuito alcune sindromi alle possessioni demoniache per molto tempo, ma nel tempo presente la psicologia cognitiva ci dà un’interpretazione differente. Questione di prospettiva, la stessa cosa osservata da angolature diverse rimane la stessa cosa?

Ora mi auguro che coloro che masticano la MTC abbiano dubbi su quanto ho detto e input da offrire per aprire un dialogo colto, che invito ad inviare a gio.guarini@gmail.com .  Per coloro che sono a digiuno di MTC, la domanda fondamentale è: come cacchio hai fatto ad arrivare a leggere fin qui?!



Giovanni Guarini

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