Perché l’auto-trattamento dei punti NON funziona


L’agopuntura e lo shiatsu sono due strumenti efficacissimi della medicina tradizionale cinese, ma chi ti dice che massaggiare o fare pressione su un determinato punto basta a risolvere un problema o far sparire un sintomo… beh, ti sta proponendo una bufala madornale solo per attirare la tua attenzione.

La motivazione principale di questa opera di banalizzazione di tecniche millenarie sarà forse quella di voler mostrare che, come i farmaci, anche le medicine complementari possono risolvere un sintomo con un click. Ma questa è una non-verità in entrambe i casi che però a tanti piace credere per convenienza o per pigrizia.

I motivi per cui non funziona

  1. La medicina olistica non si occupa dei sintomi ma delle cause, per cui non può esistere un unico punto da trattare per risolvere un mal di testa in tutti i casi.
  2. I punti dei meridiani energetici non sono dei bottoni che basta schiacciare, come si fa col blister delle compresse farmaceutiche.
  3. Chi ti ha proposto un paio di punti per risolvere un problema tout-court, probabilmente ha studiato la materia sullo stesso social che sta usando per divulgare la sua cura.

Sintomi, sindromi e squilibri

Un mal di testa è un sintomo, un messaggio attraverso il quale il tuo corpo esprime una disarmonia, spesso semplicemente elettrolitica. Le cause più frequenti vanno dalla disidratazione all’ipo/iper-glicemia, da una postura sbagliata alla malocclusione dentale, senza dimenticare i fattori ambientali come gli sbalzi termici e il generico pluricondannato stress. L’ibuprofene non cura nessuna delle cause del mal di testa, ma zittisce il dolore per qualche ora, garantito o quasi.

Se insieme al mal di testa sperimentiamo altri sintomi, il quadro diventa più complesso e allora si parla di sindromi e per ogni sindrome vorremmo poter avere una soluzione unica, una pillola, un punto da trattare, un cibo da evitare. Ma quello che succede spesso è che ognuno si trascina queste sindromi per lungo tempo, spesso senza trovare una soluzione, accontentandosi di tenere a bada i sintomi più fastidiosi e scendendo a compromessi con gli altri.

Gli squilibri, per la medicina energetica non sono mai linkati ad un sintomo ben preciso e se compresi bene, possono essere curati, e con loro i sintomi che portavano. La medicina tradizionale cinese, per esempio usa alcuni modelli di pensiero per interpretare l’equilibrio energetico, come il paradigma Yin/Yang o I Cinque elementi ed un operatore professionista, anche se per esperienza sa che un certo tipo di squilibrio porta spesso gli stessi sintomi, non parte mai da questi per identificare la strategia terapeutica. Motivo per cui un mal di testa potrà essere messo a tacere intervenendo sul meridiano di fegato, piuttosto che su quello di cuore o di reni, o, come accade spesso, bevendo un bel bicchiere d’acqua.

Punti come pillole

Per assumere una pasticca, basta seguire le istruzioni: prima-dopo-durante i pasti, un bicchiere d’acqua e via. Toccare un punto non è così semplice, quel dito che tocca deve prima di tutto intercettare il punto, e poi sarà la qualità di quel tocco ad indurre un effetto, non il tocco per sé. Senza andare in discorsi metafisici, ci vuole una postura giusta perché il peso che spinge il tocco sia giusto, ci vuole capacità di ascolto (tattile) perché quel tocco sia accettato e non respinto, e ci vuole un’intenzione guidata perché quel punto influenzi la circolazione energetica in un certo modo. E, insieme a tutto questo, ci vuole una mente neutra che lasci campo libero alle energie sottili.

Un operatore professionista, pratica la meditazione per riuscire ad avere una mente libera quando tratta un paziente, pratica ginnastiche energetiche per rilassare i muscoli ed avere una postura bilanciata che offre un tocco rassicurante, e soprattutto parte da una valutazione energetica dell’individuo nel suo stato presente per scegliere quali punti trattare.

I guaritori da social

In Italia le professioni come quella di operatore di medicina popolare, sono regolate male. Lo stato non definisce linee guida precise, ma stabilisce che siano le associazioni iscritte al MISE a regolamentare queste professioni (legge 04/2013), per cui un utente dovrebbe andare a valutare gli standard dell’associazione che qualifica l’operatore per capire se questo si è formato con un corso di un weekend o con anni di studi seri.

Quanto detto vuol dire in pratica che il generico Bill di Facebook può dichiararsi operatore olistico accanto a chi si è laureato a Pechino in medicina cinese, quando e come gli pare, anche senza nessuna formazione professionale.

Tra i guaritori da social ci sono anche persone bene intenzionate che però non hanno ben compreso l’essenza della materia che hanno studiato, oppure che, in buona o malafede, sono consapevoli che i miracolosi punti da trattare che propongono siano solo uno specchietto per le allodole.

Conclusioni

A tutti piacerebbe risolvere i problemi con uno schiocco di dita, prova ne è che ancora oggi, nell’epoca dell’informazione, tante aziende fatturano zillioni vendendo prodotti per curare i capelli grigi, il pene piccolo, la solitudine o l’obesità. Sappiamo tutti che non funzionano, ma evidentemente sono abbastanza quelli che li comprano.

In una società che vive immersa nella cultura del tutto e subito, è difficile immaginare di prendere pian piano il controllo di una situazione e rimediare ad uno squilibro attraverso un percorso, magari lungo, che porti all’equilibrio.

Cionondiméno questa è la via.

Giovanni Guarini

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