Aspiranti guru e guaritori da social: il brik-a-brak della medicina olistica


di Giovanni Guarini e Valentina Gatti

Il leader carismatico, il maestro, il guru hanno bisogno di un gruppo da gestire, di seguaci volontari che a loro volta sfruttano il potere di coesione e di continuità offerti dal gran sacerdote. È così che si formano le sette, di qualunque genere, con apparente beneficio di adepti e maître à penser.

Ma come avviene questa volontaria sottomissione alla dottrina altrui?

La dott.ssa Valentina Gatti, psicologa, sostiene che:

È necessario focalizzarsi sul rapporto di interdipendenza che si instaura tra colui che promuove la sua dottrina e colui che viene sottomesso alla stessa, in quanto entrambi dipendenti: gli uni in assenza degli altri non potrebbero soddisfare i reciproci e differenti bisogni.

Il rapporto infatti è proprio alimentato da tratti specifici e disfunzionali che contraddistinguono la personalità della vittima e del manipolatore.

Le vittime

Tutti possono rimanere invischiati in questo tipo di relazione, indipendentemente dal livello di istruzione, cultura o status sociale. Ciò che accomuna le vittime sono spesso le circostanze di vita che stanno attraversando, le quali non possono prescindere naturalmente dalle condizioni emotive che ne derivano. Come un lutto ed il conseguente stato di fragilità e smarrimento.

Quando ci troviamo in un momento duro diventiamo più vulnerabili, più insicuri e siamo più inclini
all’idealizzazione dell’altro, e questi sono i tratti che caratterizzano il Disturbo dipendente di personalità. Uno stato di fragilità può aprire le porte ad una vera e propria dipendenza dalla relazione con il manipolatore, il quale può indurre la vittima a sviluppare ulteriori dipendenze psico-fisiche.
Un soggetto manipolato può essere spinto a sperimentare pratiche di medicina illegali, obbligato all’isolamento e allontanato dai propri affetti, in cambio di promesse di salvataggio.

Come riesce una persona manipolativa a fare tutto ciò? Quali sono le caratteristiche psicologiche di una persona in grado di manipolare altre persone?

La psicologia clinica punta il dito su alcuni tratti tipici del “disturbo narcisistico della personalità” comunemente definito egomania.

Internazionalmente si utilizza un modello di intervista specifico chiamato SCID-II per indagare sulla presenza di disturbi della personalità. Questa intervista mira a “misurare” la presenza di nove tratti fondamentali che caratterizzano vari disturbi mentali secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto anche con la sigla DSM.

  • Grandiosità, un’idea esagerata della propria importanza
  • Arroganza e tendenza a dominare
  • Brama di successo e di potere
  • Mancanza di empatia, della capacità di provare emozioni (ira a parte)
  • Convinzione di essere unico
  • Eccessivo bisogno di ammirazione
  • Senso di investitura, di avere il diritto sopra agli altri e a prescindere da questi
  • Tendenza a sfruttare persone, situazioni e soprattutto le debolezze degli altri
  • Invidia verso chi è più in alto

(fonte: http://you-ng.it/archivio/2015/03/31/egomania/)

Ogni essere umano possiede in diversa misura alcuni o tutti questi tratti e come sostiene lo psichiatra forense Jeremy Coid, fino ad una certa misura sono importanti per la vita personale e sociale. Un sano ego-ismo è importante per essere una persona normale con una sufficiente percezione di sé stessi e della propria individualità.

Alcuni di questi tratti, se presenti nella giusta misura, caratterizzano persone di successo, carismatiche e intraprendenti. Ma quando sono troppo marcati connotano patologie caratteriali come

Disturbo Evitante di Personalità,
Disturbo Dipendente di Personalità,
Disturbo Ossessivo-Compulsivo,
Disturbo Passivo-Aggressivo,
Disturbo Depressivo,
Disturbo Paranoico,
Disturbo Schizotipico,
Disturbo Schizoide,
Disturbo Istrionico,
Disturbo Narcisistico,
Disturbo Borderline,
Disturbo Antisociale

(fonte https://www.stateofmind.it/2016/05/scid-ii-disturbi-personalita/)

Sogni di grandiosità, necessità di ammirazione, bisogno di dominare all’interno delle relazioni, sono tratti tipici del narcisista.

Alti livelli di impulsività e una ricerca costante di eccitazione, poca attenzione ai principi etici e morali, sono le caratteristiche comuni a tutti i sociopatici.

Questi due tratti sono presenti negli aspiranti manipolatori e se accompagnati da un sufficiente carisma possono essere abbastanza a generare un pericoloso leader. Che sia un guru spirituale, un manager aziendale, un partner o un amico, poco cambia, se la persona in questione possiede questi tratti tenderà a manipolare gli altri a suo piacimento.

Come sottrarsi al manipolatore emotivo?

Riconoscerlo subito è fondamentale per sottrarsi alla manipolazione ma non è semplice, soprattutto quando ci si trova in uno stato emotivo labile e in cerca di aiuto e ci si imbatte in una persona pronta ad accogliere la richiesta attraverso promesse su promesse.

Secondo Philip Zimbardo, uno psicologo statunitense famoso per il suo esperimento sociale della prigione di Standford, la manipolazione psicologica è un processo basato sulla comunicazione, cioè chi manipola è in grado di far arrivare all’interlocutore messaggi semplici, credibili facendo leva su fattori emotivi.

La vittima percepisce la realtà in maniera distorta arrivando a far propri tali messaggi.

Perciò è fondamentale fare attenzione

  • al linguaggio utilizzato, il manipolatore solitamente mente a tutti ed ha sempre una obiezione a portata di mano per orientare la conversazione a suo favore.
  • agli elogi eccessivi, è uno degli aspetti più evidenti, i manipolatori studiano la futura vittima al fine di utilizzare ciò che la fa sentire unica per guadagnare la sua fiducia.
  • alle promesse presentate senza alcuna dimostrazione a riguardo.
  • a come si presentano: generalmente i manipolatori tendono a nascondere molto della propria vita privata e le risposte in merito alle loro opinioni sono evasive. Discrezione? No, perché con la vittima mettono in atto esattamente il contrario, ossia vogliono conoscere ogni singolo aspetto della loro vita, e grazie a queste informazioni i manipolatori giocheranno con le emozioni altrui.

Quando siamo in preda a forti emozioni perdiamo la lucidità, la razionalità. Il manipolatore sfrutterà le paure, i sensi di colpa, i punti deboli della vittima per rafforzare la dipendenza e minare la sua identità.

Un altro fattore da tenere in considerazione è IL GRUPPO! Quando si è in uno stato vulnerabile, un gruppo di adepti può offrire insieme al senso di appartenenza, l’illusione di essere amati. Può essere rassicurante appartenervi, ma aiuterà fortemente il guru ad isolare la nuova vittima dal resto del mondo.

Infine ricordiamo che le DOTTRINE spesso contengono dogmi e quando il vostro cervello viene forzato ad accettare delle “verità” senza comprenderle, allora rimane aperto uno spiraglio attraverso il quale possono entrare altri comandi senza essere analizzati.

Giovanni Guarini, Valentina Gatti

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